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Così vengono chiamati, a Pratola, gli infusi preparati con acqua, piante particolari e spezie. Sulla loro terapeuticità non possiamo pronunciarci anche se, qui in paese, ne siamo tutti convinti. Sta di fatto che queste ricette hanno un fondamento d’antico rispecchiando tradizioni e modi di essere che si perdono nella notte dei tempi. Il loro valore storico sta proprio nel rappresentare una continuità tra le generazioni, un testimone che viene passato di mano in mano nella speranza che queste tradizioni si conservino per sempre; e raccogliendo proprio questo testimone che dedichiamo qualche pagina alla farmacopea pratolana con l’augurio che le prossime generazioni possano conoscere tali infusi ed apprezzarne, perché no, anche dei benefici. Mal di gola In un litro di acqua mettere, una foglia di lauro, camomilla, una buccia di limone, una di mandarino ed una di arancio; aggiungere un cucchiaio di miele e tre fichi secchi. Bere l’infuso dopo aver fatto bollire l’acqua. Mal di denti Far bollire una foglia di lattuga usandola come impacco sulla guancia dove duole il dente. La Stoppata Con questo nome, viene indicata un tipo di medicazione utilizzata in caso di distorsioni. La sua preparazione è piuttosto semplice e, cosa sorprendente, il suo utilizzo è ancora praticato. Per realizzare la stoppatala, basta prendere l’albume dell’uovo, salarlo e cospargere la parte dolorante di questo miscuglio ricoprendola, poi, con delle bende a loro volta impregnate di albume salato. Sfruttando il fenomeno della calcificazione dell’albume, si creava un calco che immobilizzava la parte dolorante apportandone, dopo qualche tempo, la guarigione. |
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