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il periodo aragonese

 

 

        V I D E O

 

 

 

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Alfonso d'Aragona conquistò il Regno nel 1442 e nello stesso anno ordinava al nobile Garsia Gavaniglia di non molestare per il pagamento deU'adoha alcuni signori, tra i quali Carlucci Galeota, barone di Torcila, e Simonello Caracciolo, signore di Serra, Salza e Villamaina in Principato Ultra.

Nello stesso anno l'aragonese con ingenti forze bruciò tutte le terre che gli erano ostili e stessa sorte toccò al Castello di Serra, a Montefalcione, a Salza ed ad altre Università alleate di Giovannotto di Montefalcione e del conte Troiano Caracciolo di Avelline, ribelli al re.

Scomparso Simonello Caracciolo, che aveva sposato in seconde nozze Costanza Grillo, baronessa di Serra, e scomparso il figlio del primo marito, Rinaldo Poderico, fìno al 1466 i feudi furono amministrati da Costanza e dal giovanissimo nipote Antonello juniore. Il 1° agosto 1465 Ferdinando d'Aragona accordava ad Antonello Poderico, con diploma di investitura, la terra di Serra e i casali di Salza.

Dalle vicende narrate si può desumere che questo barone ereditò dei feudi ridotti all'estrema miseria per le continue guerre; ciò vale per tutte le Università del Regno, le quali uscirono logorate e affamate non meno dell'Università del Castello di Serra e casali; inoltre alcuni casali, come Salsa, scomparvero definitivamente.

Un ultimo documento intorno al barone Antonello Poderico risale al 23 novembre 1493, quando il camerlengo feudale della Baronia di Serra procedette contro un debitore baronale trattenendolo nelle carceri del Castello finché non avesse pagato.

La Baronia di Serra non potè essere concessa, come tante altre, al conte de Requesens, spagnolo, perché i Poderico non abbracciarono il partito francese, ma anche perché fu ereditata da Giacomo ("magnificus Jacobus Podericus, utilis dominus castri Serrae et casalium"), fratello o figlio del precedente barone Antonello.

Attorno al 1500, morto il barone Giacomo Poderico senza erede alcuno, si estinse il primo ramo dei Poderico e la Baronia di Serra e i suoi casali di Salza, Manocalzati e Pratola furono devoluti alla Reale Corte e concessi nel 1503, con i relativi proventi fiscali, al conte Calcerando de Requeeens.

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Ultimo aggiornamento: 30-03-08

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