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il periodo svevo

 

 

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Al 1195, primo anno di regno dell'imperatore Enrico VI, risale un documento sul Castello di Serra, dove si parla di Raone di Serra, figlio di Pietro, che dà a un suo cavaliere dei terreni.

Nel 1226, regnando Federico II, re di Sicilia, il Castello di Serra è ereditato da Ugone de Serra, un altro figlio di Raone, come attesta l'atto di vendita di una casa presso il Castello.

Il Castello di Serra e tutti gli altri del Meridione in questo periodo furono organizzati stabilmente in "Università", cioè in Comune, ed ebbero il diritto di tenere adunanze, alle quali partecipavano tutti i cittadini e non più i soli proprietari terrieri e i militi dei subfeudi. Da questo tempo in poi l'espressione "Università di Serra", come appare nei documenti, è da intendersi nel senso di adunanza di cittadini, ristretta però solo a quelli del Castello di Serra e dei suoi casali di Pratola e Manocalzati; invece il Castello di Salsa, pur soggetto feudalmente, assieme ad altre terre, al barone di Serra, dal punto di vista amministrativo era una Università indipendente.

Ogni Università aveva un giudice annuale preposto a far rispettare le numerose leggi che l'imperatore emanava per amministrare la giustizia; dell'Università di Serra si conoscono alcuni nomi di giudici, tra cui ricordiamo Giovanni di Roccapiemonte e Giovanni di Pietrastornina. Il nome di quest'ultimo appare in un documento del 1231 riguardante il Castello di Serra e il suo feudo di Radicazzo.

Lo stesso imperatore nel 1237, debellati i Milanesi ed altri della Lega a Cortenuova, distribuì i numerosi prigionieri ed ostaggi tra i baroni del Mezzogiorno; al signore di Serra fu affidato in custodia nel Castello il prigioniero lombardo Roberto Montecclo.

Un documento del 1246 ci fa rilevare con chiarezza i nomi dei giudici del Castello di Serra, Matteo di S. Barbato e Ruggiero Bove, che erano preposti come ufficiali del governo, e ci ricorda il nome di Ugone de Serra, signore del Castello e feudi. Altro particolare importante è la grafia della località "Li Mali Calzati", corrispondente all'attuale Comune di Manocalzati.

Durante il regno di Corrado I, figlio di Federico II, nel 1252 il nuovo signore di Serra, Eliseo de Serra, volendosi rendere conto dei censi e dei redditi che si dovevano alla Corte baronale, diede ordine che si presentassero davanti al notaio e a testimoni i singoli censuari della Baronia di Serra (Serra, Salsa, Manocalzati, Pratola, Radicazzo), tra i quali Carvato, Ruggiero de Andresana ed altri i cui nomi sono illeggibili, che, dopo aver giurato sul Vangelo di dire la verità, mostrarono di avere a censo delle terre.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 30-03-08

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