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Il Castello di Serra, sorto come centro non solo di difesa, ma anche di dimora dei gruppi romano-barbarici,come tante altre località del Ducato di Benevento, fu donato al clero prima del 1000. Uno dei primi documenti, a nome dell'Imperatore Corrado di Germania, conferma la sudditanza del Castello di Serra al Monastero di S.Sofia di Benevento. Diversi sono i documenti del periodo Longobardo, dei quali uno é del 1038, un altro del 1045 scritto dal notaio Tasselgardo in Serra, sotto i principi longobardi di Benevento, Pandolfo e Landolfo. Il nucleo originario di Serra sorge così nell'alto Medioevo, attorno ad una torre o un fortilizio. Nell'XI sec., con i nuovi invasori, i Normanni, il Gastaldato di A vellino fu diviso in due parti e il Castello di Serra venne a far parte della contea di Montaperto. Uno dei primi baroni a reggere il Castello fu Umberto de Serra, figlio di Ugone e della longobarda Aloara, figlia a sua volta o nipote dei Gastaldi di Avellino. Il Castello, in seguito fu ereditato da «Ugo per grazia di Dio Signore del Castello di Serra e figlio del Signor Ugone». Durante il periodo svevo, tutti i castelli del meridione furono organizzati in «Università», cioé in Comuni ed ebbero il diritto di tenere adunanze alle quali potevano partecipare tutti i cittadini. Da questo tempo in poi l'espressione “Università di Serra”, nei documenti, é da intendersi nel senso di adunanza ristretta solo ai cittadini del Castello di Serra e dei suoi casali di Pratola e Manocalzati; invece il Castello di Salsa, pur soggetto feudalmente a Serra, dal punto di vista amministrativo era una “Università” indipendente. Nel 1237 l'Imperatore Federico II, debellati i milanesi della Lega a Cortenuova, affidò al signore del Castello di Serra la custodia del prigioniero lombardo Roberto Montecclo, mentre altri furono affidati ai vicini castelli di Prata, Tufo, Montefusco e altri. Dopo la conquista del Regno di Sicilia da parte di Carlo D'Angiò, nel 1265, e con la discesa di Corradino, 1268, vi furono moltissime sommosse nel1e “Università” e anche in quella del Castello di Serra che non pagò il “Focatico” e subì una multa di otto once e mezza. Nel 1339 il Castello fu concesso a Giovanni Grillo, un notaio e professore di diritto civile, nonché legislatore del Regno di Napoli. Costanza fu l'ultima ad ereditare il Castello di Serra e sposò Antonio Poderico, per cui i feudi passarono a quest'ultima famiglia. Nel 1442 Alfonso d'Aragona bruciò tutti i Castelli ostili e questa sorte toccò anche al Castello di Serra e a quelli di Montefalcione e di Salsa, alleati di Giovannotto di Montefalcione del partito del conte Troiano Caracciolo, Principe di Avellino e ribelle al Re. Morta Costanza Grillo, i feudi furono assegnati definitivamente ai Poderico nel 1507. Paolo Poderico, barone di Serra, per debiti prima vendette Salza, nel 1592, alla marchesa di Chiusano e poi, nel 160l, la Baronia di Serra con i feudi di Manocalzati e Pratola, nonché la Baronia di Montefalcione, al conte Giovanbattista Tocco di Montemiletto. Quest'ultimo, nel 1614, donò tutti i feudi al nipote Carlo Tocco, il quale nell'ereditare la Baronia di Serra, riaffermò tutti i diritti feudali dei signori precedenti. I Tocco nel 1799 aderirono alla Repubblica Partenopea e detennero il Castello di Serra e i feudi di Pratola ecc. fino all'abolizione della feudalità nel 1806; quindi furono gli ultimi Signori feudali del Castello. Esso, come lo vediamo oggi, è di forma poligonale, con una cinta muraria che abbraccia tutt'intorno la “Terra” e con due porte di accesso, in corrispondenza delle due torri. Una torre é presso la “Porta della Terra”, seminascosta e incastrata in dei fabbricati, l'altra torre s'innalza sulle rocce a ridosso della casa Canonica e si affaccia sulla “Piazza del Tiglio”. Il popolo indica ancora oggi, e ben a ragione, le costruzioni poste nella parte alta dell'abitato col nome di Castello, di cui costi tuiscono parte integrante l'attuale oratorio e le abitazioni annesse. Molti furono i proprietari che si succedettero nel tempo e che operarono vari interventi, sostituendo in alcune parti la struttura in pietra con materiale tufaceo. Alcune sopraelevazioni, poi, hanno solo marginalmente alterato le caratteristiche del “Castello” e della “Cinta Muraria intorno alla Terra”, su cui sono sorte le abitazioni del borgo fortificato cosiddetto della “Terra”. Queste costruzioni, dette “Casaline”, erano presenti in tutti i castelli ed erano composte da un solo vano, destinato ad ospitare tutte le famiglie in tempo di guerra; la loro manutenzione era a carico del denaro pubblico.
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