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mons. ciriaco santoro

 

 

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Una vita al servizio della sua Chiesa…

 Nota da “Januarius” - rivista diocesana di Napoli (n. 4-5 1991) di mons. Enrico Cirillo del Consiglio Presbiterale della Chiesa Napoletana.

Nelle stesse pagine si ricorda anche la nota commemorativa della Prof.ssa Diana Pacelli docente  presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale - Sezione S.Tommaso

 

Quanti lo conobbero ne apprezzarono lo stile di gentiluomo, la spiritualità sacerdotale e la saggezza di maestro, pur nel suo temperamento riservato e discreto.

Sebbene attento ai nuovi orizzonti culturali, mons. Ciriaco Santoro rileggeva con passione «i padri» nei loro «scritti» e attraverso «le riflessioni» di studiosi contemporanei.

Non aveva ancora terminato il suo approfondimento sulla figura e le opere di S. Bernardo di cui ricorreva il IX centenario della nascita e già aveva pronta sulla sua scrivania, sempre ordinata, la vita di sant' Alfonso M. de' Liguori, scritta da Theodule Rey-Mermet, per una rilettura.

La sua preziosa biblioteca andrà ad arricchire quella del Seminario Maggiore Arcivescovile di Napoli. Una serie di libri che rispecchiano le sue letture privilegiate: commenti alla sacra scrittura, letteratura storica ed agiografica -con preferenza di autori francesi -che coprivano le sue lunghe ore di meditazione teologica e spirituale, specialmente in quest'ultimo decennio della sua vita. Mons. Ciriaco Santoro era napoletano di adozione, essendo nato a Pratola Serra (Av), arcidiocesi di Benevento, il 23 marzo 1909 e ivi deceduto il 12 marzo 1991.Ottantadue anni: un ampio arco di vita, ritmato da delicati incarichi ed uffici che crearono intorno alla sua persona un'area di stima, di rispetto, e, perfino, di venerazione.

Trascorse gli anni del ginnasio presso il Seminario Arcivescovile di Benevento e continuò gli studi filosofici e teologici nel nostro Seminario, accolto dal card. Alessio Ascalesi di v. m. Completò il suo curriculum con la laurea in sacra teologia. Ordinato sacerdote nel 1932 fu, a pieno titolo, presbitero napoletano. Fu amico ed ammiratore di due grandi figure di studiosi e maestri del nostro clero: mons. Domenico Mallardo e mons. Alfredo Falangadei quali serberà grata memoria; eguale memoria serberà per il prof. Gaetano Quagliariello, accademico pontificio, e per lo storico redentorista, p. Oreste Gregorio, che a lui ebbero a legarsi con amicizia cordiale e fraterna. Collaborò con mons. Gioacchino Brandi nella Scuola Apostolica, insegnando lettere e religione, poi nel «Cenacolo» di mons. Eduardo Fabozzi, alla Cesarea, ove assimilò nuovi indirizzi di cultura, consolidando la sua formazione sacerdotale con la presenza di mons. Gaetano De Cicco (che fu poi vescovo di Sessa Aurunca), di mons. Salvatore Della Rocca (parroco di S. M. della Pazienza alla Cesarea), di mons. Aurelio Marena, (vescovo di Bitonto), e del servo di Dio mons. Raffaello Delle Nocche, (vescovo di Tricarico ).

Fu per molti anni cappellano dell'istituto del S.Cuore in via Crispi ove profuse i tesori della sua spiritualità e poi rettore della chiesa di S. Geltrude attigua al monastero delle benedettine.

Docente di religione presso il liceo «Sannazzaro» al Vomero, seppe acquistarsi grande stima tra i colleghi e gli studenti, trasformatasi, poi, per alcuni in amicizia che serberanno ininterrottamente, anche quando diverranno professionisti o valorosi docenti universitari, tra questi il filosofo prof. Pietro Piovani.

Assistente diocesano della Gioventù Femminile e poi dell'Unione Donne di Azione Cattolica (1945-52) svolse una proficua attività: un autentico magistero culturale e religioso. Mons. Ciriaco Santoro dal 1950 fu parroco del SS. Redentore al Corso Vittorio Emanuele fino al 1966, ove lascerà ricordo imperituro della sua illuminata patema guida pastorale.

Fu tra i «saggi» nelle commissioni diocesane dello spettacolo, della Pontificia Opera Assistenza e in quella liturgica.

Nel 1962 fu nominato «prelato d'onore» di Sua Santità, e con grande dignità continuò la scia delle più alte e venerabili personalità del nostro clero.

Dal card. Corrado Ursi fu chiamato a dirigere l'Ufficio Pastorale Diocesano e fu convisitatore nella prima s. visita che l' Arcivescovo svolse nell' Arcidiocesi di Napoli dal 1968 a11973.

Con scrupolosa obiettività, mons. Santoro, oltre ai verbali della s. visita nelle singole parrocchie, stilò sintetici flash nella nostra rivista diocesana «Ianuarius».

Nel 1970 fu cooptato tra i canonici del Capitolo Cattedrale e nel 1975 gli fu dato l'incarico di vicario episcopale per il clero, succedendo a mons. Ciriaco Scanzillo ( attuale vescovo ausiliare e'vicario generale dell' Arcidiocesi di Napoli).

Fino al 1980 nella sua residenza presso il tempio dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte accolse sacerdoti, religiosi e laici che a lui ricorrevano per consigli e direzione spirituale.

Per qualche anno curò la formazione spirituale e pastorale dei sacerdoti neo ordinati.

Ritiratosi, per motivi di salute, a Pratola Serra nella casa paterna, organizzò la sua giornata sulla lunghezza d'onda della vita monastica: preghiera personale e meditazione, celebrazione della s. messa (domi) e della liturgia delle ore (non raramente in italiano e in latino) e studio.

A Pratola continuò il suo «rapporto pastorale))con la «sua Napoli)), attento e interessato a ogni avvenimento, anche secondario, della sua Chiesa che riscontrava su «Januarius» e sul settimanale «Nuova Stagione».

Non mancavano visite frequenti di personalità, confratelli sacerdoti e di «fedeli)) della parrocchia del SS. Redentore, (incancellabili le lunghe affettuose visite del «suo)) card. Orsi con il quale riandavano a comuni ricordi di lavoro pastorale).

Quando nel suo breve testamento stabilì che i suoi libri, ben custoditi e trattati da lui con rispetto quasi sacro, fossero destinati al seminario di Napoli, precisava che con questo suo gesto avrebbe voluto manifestare «un atto di amore e di riconoscenza alla Chiesa alla quale Dio solo sa quanto devo».

La partecipazione ai suoi funerali, in Pratola Serra, fu l'espressione di unanime rimpianto per il vuoto che la sua dipartita lasciava tra i parenti, gli amici, la sua gente, i sacerdoti di Napoli dei quali era presente una cospicua rappresentanza.

La concelebrazione eucaristica è stata presieduta dall'ecc.mo mons. Agostino Vallini, presenti il vescovo di Nola, l'ecc. mons. Umberto Tramma, mons. Vincenzo De Vizia, vicario generale dell' Arcidiocesi Beneventana, mons. Giovanni Giordano, canonico onorario della Cattedrale di Benevento e nipote del compianto Monsignore, mons. Giuseppe Muller, mons. Carmine Minichini e mons. Ugo Graziosi, rappresentanti del Capitolo Metropolitano di Napoli, mons. Eutimio Antinucci, vicario episcopale della 2" Zona pastorale, mons. Enrico Cirillo, successore di mons. Santoro alla parrocchia del SS. Redentore, don Franco Mercurio, attuale parroco del SS. Redentore e tanti altri sacerdoti.

L'omelia" di mons. Agostino Vallini ha guidato i presenti a riconoscere in mons. Santoro il modello di sacerdote docile al soffio della grazia divina e disponibile nel trasmettere con la testimonianza della vita la ricchezza spirituale attinta nella preghiera e nella meditazione.

Enrico Cirillo

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Ultimo aggiornamento: 30-03-08

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