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Ugo Piscopo, nato a Pratola Serra (Av) l'11/06/1934, vive e
lavora a Napoli. Gią professore e preside nei licei e ricercatore
all'universitą, č ispettore del Ministero della Pubblica Istruzione. E' stato in
Africa dal 1963 al 1967 per conto del Ministero degli Affari Esteri (relazioni
culturali). Ha pubblicato volumi sul futurismo e ha scritto la prima monografia critica su Alberto Savinio (Milano, Mursia, 1973). Da poeta e da scrittore tende a coniugare sperimentalitą e veritą. Alla sua attivitą e alla sua opera sono stati attribuiti vari riconoscimenti: tra questi, il Premio Gallicanum per la poesia (1985), il Premio Luigi Petroselli per la poesia (1966), il diploma di benemerito della scuola, della cultura e dell'arte (DPR 6 marzo 1998). Il suo romanzo, Scuola che sballo (Napoli, Alfredo Guida Editore, 1997) č stato finalista al Premio Domenico Rea (Ischia, 1998) e ha avuto una menzione speciale al Premio Internazionale Cittą di Ostia 1998. Numerose sono anche le pubblicazioni di poesia e di prosa, di cui gli ultimi sono: Irpinia sette universi cento campanili (E.S.I., Napoli, 1998), Massimo Bontempelli. Per una letteratura dalle pareti lisce (id., 2001), Torneador e i suoi amici (2001), Quaderno a Ulpia la ragazza dal mantello di cane (Guida, 2002), Haiku dell'oglio e di altre verzure (id., 2003).
č un racconto autobiografico visto attraverso gli occhi della poesia da un bambino immerso in una civiltą ormai perduta.
Capri cattura i futuristi fino a costringerli a inferirsi un apparente 'vulnus' nella poetica della modernolatria. In realtą, il consenso dato all'isola azzurra dai futuristi non č da protocollare come un'altra delle loro contraddizioni. Per essi, Capri risulta epifania di incoercibile germinazione di forze vitali.
In questo libro, continua la resa dei conti del dare e dell'avere fra lo scrittore e la sua terra. Qui, per vallate, da ovest a est, come alla ricerca della luce, e per spaccati storici, ci si mette sulle piste dei segreti di quella costellazione di universi che č l'Irpinia. Ci si addentra nella fabulazione antica e moderna, si raccolgono e si ascoltano le voci del microcosmo e del macrocosmo, si rappresentano drammi e vicende, non su dati di archivio, ma sul filo di una fantasia vivida che cerca e sospetta presenza e misteri oltre la soglia del reale. Ogni brano apre squarci sul meraviglioso che circola nelle vene del mondo delle origini. |
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